Le immagini di ‘Panca Popolare Italiana’ sono state realizzate nell’arco di circa 6 anni, dall’autunno del 2000, inquadrando sempre la stessa panchina, collocata in piazza delle Finanze, a Roma. Su di essa, dall’inizio del nuovo millennio ad oggi, si sono incontrati popoli di tutte le etnie ed hanno trovato riposo e rifugio centinaia di persone.

Menzione Speciale – MO>VI Arte 2008 ‘per l’intenso lavoro e la convincente articolazione degli aspetti visivi e sonori, trattati con maturità concettuale e attenta orchestrazione d’insieme’.

Premio Miglior Cortometraggio – Clorofilla FF 2010 ‘per essere riuscito a raccontare, in una serie di immagini intensamente bloccate dentro la medesima inquadratura fotografica, altrettante storie che raccontano un microcosmo emblematico dei nostri giorni in cui il tempo, apparentemente cristallizzato, scorre invece drammaticamente e le cose e le persone, seppur chiuse in una immobilità straniante, trasudano vita, emozioni, vissuti e poesia’.

Rimini/1963. Attento a dinamiche innovative sperimentali neo concettuali e situazioniste, che si caratterizzano di un gusto ironico e surreale, Werther Germondari svolge da 25 anni una ricerca che si attua attraverso numerosi media espressivi. Ha partecipato ad esposizioni  in gallerie private e spazi sperimentali, alternando installazioni d’ambiente, videowork, e atti performativi, focalizzando l’attenzione su elementi nascosti, attinenti ad una visione reale, sociale e politica, portati alla ribalta con stile a volte goliardico.

Jorge Liporace “Oliveros”

settembre 27th, 2010

La Colonia Psichiatrica di Freire è un ospedale pubblico di salute mentale situato nella piccola città di Oliveros, nella provincia di Santa Fe, in Argentina. Secondo il periodo dell’anno, quasi 400 pazienti vivono nell’ istituto distribuiti in dieci blocchi differenti, secondo la loro condizione clinica e sesso.

Questo lavoro è stato effettuato fra il 1998 e 2000 e malgrado il passaggio del tempo le condizioni di vita dei pazienti sono le stesse al giorno d’oggi. La gente cambia ma la malattia mentale resta là.
Le faccie della follia sono sempre le stesse e quindi questo lavoro potrebbe essere senza tempo.

Le fotografie di questo saggio nascono dalla curiosità esistenziale sulla follia. Questo lavoro non ha avuto l’intenzione di denunciare le dure condizioni di vita dei pazienti ma le immagini parlano per se stesse e concedono di giudicare un momento nel passato che non esiste più. Dove sono ora le persone che appaiano nelle immagini?

Le storie umane che si sono accumulate nel corso di questo saggio della fotografia sono tali che superano i limiti di questo breve testo. I dettagli tecnici sono meno importanti.

Quale è lo scopo di un mucchio di fotografie psichiatriche? Potrebbero mai essere qualcos’altro che impulsi di un certo spirito messianico e del suo relativo debito di moralità Cristiana?  Di che cosa si preoccupa, una donna devastata dalla schizofrenia, delle virtù di una fotografia ben composta?

George Liporace è un giornalista e fotografo argentino, vive e lavora a Leeds, nel Regno Unito. Ha una laurea in giornalismo e comunicazione dell‘Università di Rosario, Argentina con esperienza significativa nei Media e diverse aziende private in Europa ed in Sudamerica.

Videoclip realizzato in stop-motion per il brano “Caotic Creation” del gruppo strumentale “lalucecontro”. Per la realizzazione del video é stata creata una città di carta, di circa
2×1,5 m, e personaggi nelle diverse pose dell’animazione. Sui personaggi sono stati incollati con adesivi rimovibili le facce con le varie espressioni che venivano sostituite ad ogni scatto.
I volti dei cinque personaggi che compaiono durante l’animazione sono degli stessi membri di Interferenza Costante.
Il video è stato realizzato con un budget minimo, corrispondente solo alle spese dei materiali per realizzare il modellino della città di carta.Sono stati necessari 5 giorni per le riprese, per un complessivo di circa 1200 foto scattate, queste poi sono state montate in soli due giorni di postproduzione.

Written, directed and animated by: “Interferenza Costante”
Fabrizio Arienti, Giorgio Chiodelli, Stefano Cotzia, Cècile Ellia, Andrea Fiorito.

Music by: “lalucecontro”

Il gruppo Interferenza Costante nasce nell’aprile 2009 tra i banchi del
Politecnico di Milano: cinque studenti del cdl di Disegno Industriale si
uniscono per realizzare video e animazioni. Nelle loro collaborazioni
rimane sempre dominante l’approccio “fisico” e manuale ai vari progetti, e
la sperimentazione di tecniche diverse.

Stefano Valori “Umanofono”

settembre 27th, 2010

Siamo agli inizi del novecento, scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche  avrebbero, nel giro di pochi anni, stravolto in maniera irreversibile, la vita di tutti i giorni: il motore a scoppio, la corrente elettrica, il telegrafo senza fili, ecc.
Ho voluto immaginare un’invenzione che ben si sarebbe potuta vedere in quel periodo pieno di fermenti e di stimoli: uno strumento in cui ogni persona produce il suono di una sola nota. Il vantaggio è evidente, nessuno può più definirsi stonato: basta opportunamente accordarlo su una sola nota che poi dovrà suonare, solo quella. Uno strumento corale quindi, aperto a tutti e che offre al direttore d’orchestra possibilità inimmaginabili.
Ogni riferimento ad Alessandro Baricco è puramente voluto.

Stefano Valori, Fotografo amatore o appassionato di fotografia, non riesce a definirsi fotografo.
Il suoi generi preferiti sono il reportage e le multivisioni ma non disdegna altre categorie purché lo divertano.  Ha realizzato un reportage fotografico sulla divisione dell’Isola di Cipro ed il muro che la divide, esposto in varie manifestazioni culturali.
Ha prodotto una multivisione dal titolo “La collina delle croci” esposto nel 2007 alla III edizione del Fofu phot’art. Ha pubblicato fotografie sulle riviste Strame e Il Grande Vetro.
Ha realizzato vari lavori fotografici tra cui il più recente sul tema dell’archeologia industriale.
Ha realizzato foto di scena per alcune rappresentazioni teatrali.

Interpreto, travestendomi e truccandomi, 8 personaggi femminili, “principesse immortali”, nel momento del loro decesso. Ho scelto di rappresentare queste donne perché in ognuna di loro scopro una possibilità di autoanalisi. Il passaggio, la sospensione, sono quello che più m’interessa rappresentare nella serie fotografica e nel video un_happy ending, un non lieto fine che coincide con la nascita del mito. (Il titolo delle opere è costituito dal nome del personaggio e dalla data di morte).

Esploro i loro corpi (il mio corpo) con un gusto a metà tra la cronaca e il glamour; il documento si lega alla leggenda, al gossip.

Nel video, in particolare, indago i corpi che stanno tra il sonno/il sogno e la morte, raffigurandoli nel momento della presa di coscienza del loro vissuto e del loro avvenire, attraverso un dialogo interiore con se stessi.

Maria Antonietta giovanissima e frustrata sposa alla corte di Francia, prigioniera di un matrimonio impossibile. Il contesto è adolescenziale: il vestito copre lo sfondo come la ruota di un pavone. La benda sugli occhi rappresenta l’impossibilità di vedere le cose nella loro cruda realtà. Questa sua incapacità la condanna a morte.

Sissi anticipa le problematiche odierne relative al mito della magrezza. Anoressica ante litteram, Sissi,  ossessiva e con un’attenzione maniacale per gli abiti alla moda e la forma fisica. All’età di 30 anni smise di farsi ritrarre, terrorizzata dall’idea di invecchiare. Nella mai interpretazione, Sissi, indossa calze glamour e diviene un animale impagliato.

Condannata alla fucilazione per spionaggio Mata Hari era considerata bellissima e seducente nonostante la sua scarsa avvenenza. Affascinate e dalle movenze intriganti la inserisco in uno “studio fotografico” d’epoca. Il fucile diventa punto d’appoggio e allo stesso tempo riferimento alla sua morte. L’abito che avvolge le sue gambe la trasforma in sirena ammaliatrice.

Marilyn Monroe. Famosissima attrice degli anni 50. La fidanzata d’America. Ancora misteriose le circostanze misteriose della sua morte. Ho cercato di rappresentare il suo vuoto interiore attraverso un letto singolo, mentre il telefono sul suo ventre allude ai disperati tentativi di stabilire relazioni soddisfacenti. Vicino al suo corpo 47 caramelle alla frutta imitino i barbiturici in pillole.

Lady Diana è stata il punto di partenza di questa riflessione sull’infelicità che caratterizza le fiabe senza lieto fine. Tristemente nota alle cronache per le sue vicissitudini sentimentali. La torta nuziale già intaccata sulle ginocchia di Lady Diana rappresenta il legame con la casa reale e in particolar modo con Carlo. Ha solo assaporato le gioie coniugali questo elemento vuole costituire un indizio della mia personale interpretazione della sua tragica e discussa scomparsa.

«Soffro per cercare e non trovare Cristo, per l’ascoltare senza udire».
ha scritto Madre Tersa in una lettera nel 1956
Madre Teresa è distesa su un letto matrimoniale, è gravida ed ha un apparecchio per l’udito all’orecchio. Quello che mi interessava era di umanizzare il rapporto d’amore con Dio. Ho inteso rendere più umana la sua mistica vocazione: per me è una ragazza madre abbandonata dal suo amore/sposo.

Antonio Marazita “Insomnia”

settembre 27th, 2010

Non essere addormentati…neppure svegli….Tempo e controtempo…e nel mezzo…il senso di tutte le cose. A volte sbiadito…a volte più chiaro. Rumoreggiare sommesso eppure ossessivo…esterno…di un mondo che vive incurante della mia assenza…prepotente, il tempo scorre lontano dal mio osservare le cose…continuamene in ritardo sulla volontà. Fermo…ed io con lui…ad attendere…che qualcosa accada…che qualcosa arrivi…una cosa qualunque…per la quale pensare di essere eterni…infiniti…in un nulla dolce e avvolgente…cullati da un dolce e sommesso tlin…tlin…tlin…

Marazita Antonio Edoardo, docente di regia e produzione cinematografica presso la “Scuola  Nazionale di Cinema del Sahara Occidentale” . Produttore esecutivo di pellicole per il cinema, vanta la partecipazione a film come “Gangs of New York”  di Martin Scorsese, “io non ho paura” di Gabriele Salvatores e molti altri. Da Roma Cienecittà al Salento, lavora soprattutto per il cinema indipendente, per autori come i “Fluid Video Crew” con i quali raggiunge il Festival del Cinema di Venezia. Produttore esecutivo della pellicola “quello dei trenini”  per la regia di Gianni De Blasi menzionato al Bellaria Film Festival.  Sodalizio professionale con Edoardo Winspeare che lo porta a diventare tra gli autori dello sviluppo cinematografico del sud Italia, attraverso le produzioni “salentine”  come “ A Levante” , “sale” che ogni anno, scoprono nuovi talenti. Documentarista esperto della comunicazione cinematografica, al suo attivo, la produzione di diversi videoclip per i  “nidi d’arac” per Valentina Giovagnini”  per Ligabue,  Litfiba, e pubblicità per la  tv, come Alfa Romeo, Beghelli, Yomo, e altre.

Mignon nasce nel 1995 da un’idea di Giampaolo Romagnosi che, insieme a Mauro Minotto ed Angelo Tassitano, intende realizzare un progetto fotografico finalizzato alla rivalutazione delle piccole cose che appartengono alla quotidianità, fissando come unico vincolo la ripresa e la stampa in rigoroso bianco e nero.
“Piccole cose” che ruotano tutte intorno all’UOMO, unico scopo della ricerca Mignon.
Sin dall’inizio, vi è un profondo interesse nei confronti delle storiche testimonianze della fotografia con vocazione sociale; dal fondamentale lavoro realizzato dalla F.S.A. (Farm Security Administration) all’ineguagliabile funzione ricoperta dalla PHOTO LEAGUE nella crescita della cultura fotografica fino alle migliori pagine del fotogiornalismo mondiale (LIFE e i fotografi di MAGNUM).

Alcuni incontri con fotografi “umanisti” hanno contribuito a fornire gran vigore ed entusiasmo al progetto del gruppo.  Le frequentazioni con Giovanni Umicini, influenzano la poetica del gruppo determinando un’attenzione particolare alla “street photography” ed agli strumenti operativi da utilizzare: un bianconero essenziale, seguito dalla ripresa fino alla stampa finale. Il prodotto di ciò, sul piano dell’immagine, è una forte economia visiva che lambisce quello “sguardo documentario” proprio della fotografia sociale.

L’incontro e l’amicizia instaurata con Naomi e Walter Rosenblum, hanno segnato la conferma della bontà delle intenzioni progettuali del gruppo. In particolare viene completamente accolta la filosofia di Rosenblum che potrebbe essere racchiusa nella sua seguente frase: “Ho fotografato sia persone conosciute solo per un momento, che altre con cui avevo un rapporto profondo, ma in ogni caso ho sempre cercato di rendere omaggio ai soggetti che ho fotografato”.
Il “rendere omaggio” è sicuramente un aspetto ritenuto essenziale nel progetto Mignon, quanto l’aspetto della comunicazione. Sul piano del messaggio va sottolineato che non vi è alcuna velleità pedagogica, ma più semplicemente la propensione ad interloquire con l’osservatore per condividere l’interesse verso il “paesaggio umano”.

La multivisione “New York People” ideata da Francesco Lopergolo del “Parallelo Multivisioni” per la mostra di Mignon vince il primo premio al festival nazionale di Misterbianco (Catania). Una selezione di immagini di “New York People” è presentata alla Galleria dell’Arco a Santa Margherita Ligure. Nel numero invernale di Gente di Fotografia un portfolio di Mignon con un testo di Naomi Rosenblum.

Giampaolo Romagnosi e Ferdinando Fasolo organizzeranno un workshop dedicato alla street-photography durante questa VI edizione del Fofu-Phot’Art (Informazioni alla pagina workshop).

Sabato 30 ottobre 2010,  ore 17:00  Presso la Fondazione Montanelli-Bassi


Nei locali storici del palazzo della volta dove ha sede la Fondazione Montanelli-Bassi sarà ospitato Sandro Becchetti che presenterà la mostra ed il libro fotografico dal titolo “Protagonisti, Storie di ritratti in bianco e nero” edito dalla casa editrice Postcard.

Un’occasione per appassionati ed addetti ai lavori o semplici curiosi per incontrare un autore
che ha vissuto e documentato molti dei personaggi culto dagli anni ‘60 ad oggi.

Interverranno il sindaco Claudio Toni , il presidente della Fondazione Montanelli-Bassi Alberto Malvolti,  l’assessore alla cultura Sara Matteoli, il presidente dell’Edizioni Postcart Claudio Corivetti, il presidente del FotoClubFucecchio Luca Palatresi.

Fondazione Montanelli-Bassi
via G. di San Giorgio, 2
Casella Postale 190
50054 FUCECCHIO (Firenze)
tel. e fax 0571 22627
info@fondazionemontanelli.it
www.fondazionemontanelli.it


Mignon, in collaborazione con “Fofu Phot’art” organizza un workshop sulla “Street Photography”
Dal 22 al 24 Ottobre 2010

Cos’è la Street Photography?
Per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia documentaria e sociale poiché, se i risultati possono essere gli stessi, è l’approccio del fotografo ad essere completamente diverso.
Sono molti i fotografi che hanno lasciato un segno su questa strada e bisogna distinguerli, fra inconsapevoli e consapevoli, di far parte di un certo modo di intendere la fotografia.
Mezzi operativi
Descrizione degli apparecchi e pellicole in base ai risultati che si desiderano ottenere.
Sistemi di ripresa e approccio
In questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e delle tecniche operative che permettano al fotografo di passare il più possibile inosservato.
Storia e origini della Street Photography
Si può dire che il genere è nato con la fotografia ma che ha potuto esprimersi solo con l’avvento di apparecchi versatili ed emulsioni veloci.
Street Photography e diritto
È opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.

Multivisioni
visione di alcuni lavori multimediali a cura del gruppo Mignon;
New York People con fotografie di cinque fotografi Mignon;
Angelo Tassitano lavoro personale di un componente Mignon;
Luciano Schiavon lavoro personale di un fotografo a cura del gruppo Mignon.

Fotografie originali
Come esempio di presentazione, scelta e cura dei materiali oltre che un discorso sul valore nel seguire tutte le fasi operative dalla ripresa alla camera oscura.

Documenti
È importante dare un senso al proprio lavoro organizzandolo per essere proposto in mostre o libri.

Formazione perenne
Qualunque siano i risultati non ci si deve mai ritenere arrivati. Tenersi sempre informati sulle novità, studiare sui testi, visitare le mostre, confrontarsi con gli altri, il bello non è arrivare, ma partire sempre!

Visione e discussione immagini dei partecipanti


Il corso si terrà presso i locali della biblioteca comunale “Indro Montanelli”

Orari:
Venerdì 22: dalle 17,30 alle 19,30
Sabato 23: dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30
Domenica 24: dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30

Gli interessati, sono invitati a contattarci per ulteriori informazioni a: info@mignon.it o visionare il sito www.fofu.it