Video Art

settembre 15th, 2011

La sezione video-art,  allestita in una saletta dedicata, vedrà proiettati ininterrottamente video fotografici; musica e centinaia di immagini si combineranno in una linea continua, dando vita ad una sorta di film rudimentale. Nel Video space i lavori di: Gruppo Mignon, Antonio Marazita, Debora Vrizzi, Stefano Valori, Interferenza Costante, Jorge Liporace, Werther Germondari.

Guppo Mignon “New York People”

Antonio Marazita “Insomnia”

Debora Vrizzi “Un-happy ending”

Stefano Valori “Umanofono”

Interferenza Costante “Caotic creation”

Jorge Liporace “Oliveros”

Werther Germondari “Panca popolare italiana”

Marc Latzel – Tokio Fish

settembre 15th, 2011

Pesce in un supermercato di Tokyo – uno dei pochi prodotti riconoscibili per un non-Giapponese, fra migliaia di mensole caricate come in un puzzle, disegnato in modo interessante, di oggetti sconosciuti
Pesce in un supermercato di Tokyo – esteticamente attraente nelle loro ciotole di polistirolo come se fatti per ritratti individuale o in gruppo.
Pesce in un supermercato di Tokyo – imballato in pacchetti sterili come simboli di pulizia che contrastano le notizie quotidiane sull’ inquinamento dei mari.
Pesce in un supermercato di Tokyo – come cibo conveniente per una componente importante della cucina giapponese – metafora dell’accelerazione di vita moderna (non solo nel Giappone)?
Pesce in un supermercato di Tokyo – reale e nello stesso tempo astratto, un effetto enfatizzato dal trattamento delle stampe dal computer.
Pesce in un supermercato di Tokyo – strano e affascinante.

Nato in Svizzera nel 1966, Marc Latzel lavora su incarico per varie riviste e pubblicazioni nazionali ed internazionali.
Nel 2000 è entrato a far parte dell’agenzia fotografica “Lookat-Photos” basata a Zurigo in Svizzera. Nel 2004 è diventato un membro fondatore di Lookatonline.com fino alla fine del 2009. Insegna fotografia alla Scuola D’Arte ECAL di Losanna, Vevey CEPV e alla scuola di giornalismo MAZ.
Ha ottenuto molti premi: nel 2007 al “vfg-The Selection” , nominato e premiato EWZ-Public-Award, nel 2005 “vfg-The Selection” nominato e mostra,  nel 2004 al “Bieler Fototage” premio per la Collezione Pubblica del Kulturkommission,  nel 2003 “Tokyo-Fish” premio per la Collezione d’Arte della  “Bank Julius Bär”, Zurigo, nel 1997 la “Joop Swart Masterclass” nominato dall’Associazione di Stampa Mondiale.  Miglior diploma porfolio in Vevey, 1993.

Open Flyer and Brochure!

settembre 15th, 2011

Scarica le pagine del comunicato stampa ufficiale!

All’interno troverete le pagine relative alle mostre di ogni autore, la mappa delle varie mostre , gli indirizzi delle infrastrutture dove poter mangiare o dormire ed altro.

 

Jeff Hutchens – China, Dreamt

settembre 15th, 2011

Sperimento sempre la Cina allo stesso modo.  La cacofonia dei toni del Mandarino.  Biciclette offuscanti e pantaloni neri.  La tempesta dei colori rossi diventati stranamente luminescenti dall’opacità di un cielo industriale.  Tutto salvo quello giusto si sfuoca davanti a me, sbiadicendosi fuori nella periferia. Ho vissuto in Cina, vari periodi dagli inizi anni ottanta, come da bambino di quattro anni nell’estremo Nord, come da dodicenne nell’estremo sud e nei miei metà anni 20 nel centro. Malgrado il marginale Mandarino ed una familiarità relativa con il posto e la gente, la Cina viene sempre sentita in qualche modo lontana – un poco distante, un poco surreale.  Trovo un ambiente completamente diverso quando sono là – rimosso lontano dalle realtà fisiche del posto.  Lo sperimento in fette eteree, mai ben definite, sempre vaghe, impressionistiche. Non sono sicuro se i miei piedi hanno mai toccato la terra a Pechino; penso che abbia sempre flottato, galleggiato dallo spessore dell’aria, una minestra mescolata dalle fabbriche di fumo, diesel esaurito, e favoritismo comunista. Sono i numeri assoluti che mi incitano sempre più in alto nell’atmosfera dissociativa… 1.3 miliardo… palline di flipper, rimbalzanti a vicenda, Mozione Browniano in grande. Per me la Cina è un allucinogeno, inducendo le sconnessioni schizofreniche.  E come cambia, mentre si sviluppa, come consuma, essa diventa più dura da categorizzare.  Così cerco le ombre, la luce, i modelli, per altri che cullano nell’ambiente narcotico del paese.

Jeff Hutchens, figlio di un diplomatico americano, ha trascorso la sua infanzia negli gli Stati Uniti ed attraverso la Cina, Sudafrica e le Filippine. Ha fotografato professionalmente nei sei continenti, in cui ha affrontato gli orsi grigi, le banchise galleggianti della lava, i draghi di Komodo e tutti i tipi dei funzionari corrotti. Dal suo lavoro sul surrealismo della vita in Cina, alla documentazione delle epidemie sotterranee nelle giungle dell’Africa centrale e fotografando gli orsi polari nel Circolo polare artico, lui capta le immagini che trasmettano gli atteggiamenti trascendenti e la sottile bellezza.
Jeff è stato riconosciuto come uno dei “PDN’s 30” (2009) ed ha vinto i molti premi nel concorso World Press Photo, National Press Photographers Association (NPPA) Best Of Photojournalism competition, Pictures Of The Year (POYi) e Communication Arts (CA). Inoltre, Jeff e suo fratello Peter, produttore cinematografico sono protagonisti di una serie di sei episodi sul viaggio ed avventura trasmesso sul canale National Geographic.
Jeff è rappresentato da Reportage da Getty Images e vive in Washington, DC quando non ha incarichi.

Passeggiando lungo i viali delle cosiddette “città chiuse” dell’ex Unione Sovietica, la sensazione è quella di essere aggrediti dalle immagini pubblicitarie: sono presenti ovunque, in maniera sproporzionata nel contesto urbano.
Slogan, marchi, foto dei testimonial delle grandi multinazionali occupano tutti gli spazi disponibili e dominano lo sguardo del passante, che sembra, ma è solo apparenza, subirli indifferente.
E’ come se, in poco tempo, i grandi manifesti della propaganda di regime sovietico, fossero  stati semplicemente sostituiti con quelli dell’altro regime, quello globale.
L’ osservatore ancora una volta, è indirizzato verso un preciso ed unico stile di vita, da un “qualcuno” che suggerisce, ed impone,  cosa indossare, cosa mangiare, come apparire. La figura femminile sembra essere più debole e bersagliata.
Per assurdo,  pare quasi essere divenuti schiavi oggi, di ciò che in altri tempi è stato sinonimo di libertà……….
Isaiah Berlin sosteneva che “l’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare….
La vera libertà è questa e senza di essa non c’è mai libertà di nessun genere e nemmeno l’ illusione di averla”.
Purtroppo il “sistema immenso” ci ha già inghiottito, e quella libertà essenziale , unica  via d’uscita, e’ costantemente minacciata, mascherata, talmente confusa da non essere più’ riconoscibile.
Usando il mondo della pubblicità come metafora, forse la vera conquista potrebbe essere uno  “SPAZIO LIBERO ”.

Simone Giuntoli e Giuliana Di Giulio,
hanno maturato un’esperienza fotografica di circa quattro anni , durante i quali hanno partecipato a corsi, scuole e workshops, tra cui quello tenuto da Alex Webb e Rebecca Norris durante il LDPF 2008 e quello di Ernesto Bazan durante LDPF 2009.
Con il progetto “The Broken Dream” si classificano “primi” alla lettura portfolio Seravezza Fotografia 2009 e alla lettura portfolio della manifestazione Citerna Fotografia 2009
Con il progetto “ Il Cielo Oltre”  si sono aggiudicati il “terzo”  premio al Lucca Digital Photo Contest 2009.

Serie di immagini scattate di getto nel mese di febbraio 2010.
A partire dai muri della casa dove sono nato (clamorosamente ancora in piedi…nonostante l’abbandono) ho sentito il bisogno di appuntare in fotografie quei feticci che hanno superato traslochi e mancanze di spazio.
Una piccola storia di un passato piu’ o meno remoto fatta di ricordi piu’ o meno profondi che a volte  casualmente mi son portato dietro.
Le immagini sono state scattate con le pellicole SX-70 FadeToBlack Film 10/2009 e le grappette sono sia il modo per richiudere i film sia il processo che simbolicamente ne archivia i frammenti

Stefano Parrini e’ nato a Barberino Val d’Elsa (FI) e vive a San Gimignano (SI). Dal 2003 ha partecipato a numerose mostre in tutta Italia, vincendo diversi premi.
Tra i più recenti, il premio “Epson-Le Logge” al Toscana Fotofestival 2007, secondo classificato a Fotoleggndo 2007, il premio Portfolio dell’Ariosto 2008, secondo clssificato al LUCCAdigitalPHOTO Contest ‘09, il Premio fotografico “A Better World” 2009 , terzo classificato al Premio “Epson Le Logge” al Toscana Fotofestival  2010, terzo classificato in People Other Category all’ International Photography Award 2010 e menzione d’onore in Deeper Perspective Category all’International Photography Award 2010.

Siamo circondati dalla simmetria degli oggetti che utilizziamo e vediamo tutti i giorni, dai telefoni cellulari agli elettrodomestici, dalle autovetture alle case in cui viviamo. La consideriamo perfezione, qualcosa che soddisfa l’occhio e che da un senso di sicurezza. La parte sinistra è uguale a quella destra, nessuna sorpresa, nessun colpo di scena. L’occhio sinistro conferma quello destro e viceversa ed il nostro cervello si auto-compiace di questa semplice equazione risolta.
In natura però la simmetria non esiste. Tutte le forme non hanno un asse di simmetria su cui porsi in perfetto equilibrio. L’equazione nel nostro cervello non è risolta, eppure la natura sembra sempre trovare il suo.
Da questa considerazione ho deciso di ‘perdere l’equilibrio’ attraverso le immagini speculari di questa ricerca.
Le immagini, in un primo momento sembrano soddisfare l’equilibrio, ma alcuni dettagli più o meno evidenti e l’illuminazione proveniente da due punti diversi e distinti, confondono l’occhio generando un senso di smarrimento. Mentre da un punto di vista architettonico le forme esasperate vanno oltre le leggi fisiche o gli schemi classici a cui siamo abituati.

All’età di 9 anni si innamora della fotografia utilizzando una macchina fotografica regalatagli dal padre e durante la scuola media inferiore scopre la camera oscura grazie ad un professore di tecnica. Si iscrive alla facoltà di Architettura e consolida la sua esperienza lavorando come assistente per fotografi di fama internazionale in Europa e nel resto del mondo per editoriali moda e campagne pubblicitarie quali Police (Bruce Willis, George Clooney e David Becham), Marlboro (Max Biaggi), Killer Loop (Valentino Rossi), Lotto, Sergio Tacchini, Diadora, Murphy and Nye, Sundek, Argentovivo, Freddy, etc.
Si impegna in ricerche personali tra cui No Cars in Milan, reportage della città di Milano in cui non vengono riprese le autovetture, e di carattere geografico-sociale quali, ‘Pendolarismo, Esodo Quotidiano’, reportage sul mondo dei lavoratori pendolari di Milano a quelli architettonici quali ‘Limbo Architettonico’ reportage in banco ottico su quel che rimane delle aree Ansaldo-Breda, Magneti Marelli, Innocenti Rubattino, Montedison, grandi aree ormai improduttive in corso di continue trasformazioni.
Ha firmato svariate campagne pubblicitarie, tra cui Birra Peroni Gran Riserva, Vodafone, Ministero dei Trasporti, Ministero delle Poltiche Giovanili, Bayer, Pfizer etc. e parallelamente lavora con alcune redazioni nel settore moda e viaggi (GQ, Vanity Fair, Traveller-Condè Nast, Gente Viaggi, Saveur USA, Style).
Dal 2007 collabora assiduamente con la rivista Riders per la quale realizza still life e sopratutto reportage nel mondo delle due ruote. Utilizza apparecchiature analogiche e digitale di grande, medio e piccolo formato.

Sandro Becchetti – Protagonisti

settembre 15th, 2011

«Per quanto riguarda la fotografia, questo modo di sentire significa vivere arbitrariamente di ricordi, accumulati come realtà che il successivo tempo si incarica di smentire»

Protagonisti, Storie di ritratti in bianco e nero, è un viaggio fotografico scandito dai volti più o meno celebri di quei protagonisti che Becchetti ha ritratto in oltre quaranta anni di lavoro segnato da una passione spesso conflittuale per un mestiere, quello del fotografo, capace di sintetizzare in uno scatto menzogna e verità.

Ritratti di personaggi celebri (Federico Fellini, Alfred Hitchcock, François Truffaut, Joseph Beuys, Gunther Grass, Pier Paolo Pasolini, Ornella Vanoni, Claudia Cardinale, Dustin Hoffman, Amos Oz), ricordi personali, aneddoti, riflessioni sul senso del proprio lavoro.

Sandro Becchetti, nato a Roma nel 1935, ha iniziato la sua attività di fotografo nella seconda metà degli Anni Sessanta. Ha collaborato con i maggiori periodici e quotidiani nazionali (tra cui L’Espresso, Il Mondo, Il Messaggero, L’Unità, Paese Sera, Il Secolo XIX), con la RAI, la BBC e France Presse; sue foto sono apparse su Life e Liberation. Nel 1980, dopo aver completato un lungo lavoro sulla campagna romana, nella terra d’origine dei suoi genitori, ha interrotto volontariamente la sua attività per dedicarsi ad altro. In quel periodo ha pubblicato sulla rivista letteraria “Nuovi Argomenti”, diretta da Alberto Moravia, un racconto dedicato al mondo contadino, al quale sono state dedicate alcune trasmissioni radiofoniche e televisive. Da allora, per quindici anni, si è occupato prevalentemente dell’arte del legno ed ha collaborato sporadicamente con la televisione per la scrittura di soggetti per fiction.
Ha ripreso a fotografare nel 1995, con una ricerca sulla Spagna e il Portogallo e soprattutto con un rinnovato interesse per la vita di Roma, che lo ha indotto ad un paziente lavoro quotidiano durato anni e che costituisce un archivio vastissimo dedicato alla Capitale in tutti i suoi aspetti.
Attualmente vive a lavora in Umbria,  dove sta completando un lavoro di ricerca fotografica iniziato da alcuni anni, e che sarà pubblicato entro il 2010 dall’editrice Postcart. Ha esposto i suoi lavori in mostre (personali e collettive) presso gallerie private e istituzioni pubbliche in Italia e all’estero (Nuova Pesa di Roma, Cinecittadue Arte Contemporanea di Roma, Galleria Scarbata di Lipsia, Biblioteca Malatestiana di Cesena, Festivaletteratura di Mantova, Festival Internazionale della Fotografia di Savignano, FotoLeggendo, Museo d’Arte Moderna di S. Etienne, GAM di Torino).

Disposizione mostre

settembre 15th, 2011

Le mostre saranno disposte in tre ambienti diversi: l’auditorium La Tinaia, Il Frantoio e l’Aia esterna

Gli artisti, le mostre, gli eventi

settembre 27th, 2010

FoFu  phot’art giunge alla sua VI edizione e come ogni anno qualità, ricercatezza e avanguardia si confermano l’obbiettivo principale nell’allestimento della mostra dedicata al mondo della fotografia e del video art. L’evento è realizzato dal Foto club Fucecchio in collaborazione con il Comune di Fucecchio.

Il suggestivo scenario medievale del Parco Corsini farà da cornice all’edizione 2010, caratterizzata da molteplici eventi, mostre, incontri con autori, video art e presentazione libri. Quest’ultima rappresenta una novità di questa edizione; la partnership culturale con la casa editrice Postcart ha dato vita ad uno spazio dedicato ai libri fotografici dove verrà presentato il volume dal titolo “Protagonisti, Storie di ritratti in bianco e nero” di Sandro Becchetti.
L’autore oltre a intervenire eccezionalmente alla presentazione del libro presso la Fondazione Montanelli Bassi il 30 ottobre, sarà anche il protagonista di una esposizione a lui dedicata in cui saranno allestite parte delle opere presenti nel suo volume.

Sandro Becchetti, fotoreporter romano degli anni sessanta, con la sua piccola Leica ha compiuto un viaggio attraverso la storia della cultura e dello spettacolo degli ultimi decenni, fermando sguardi, movimenti, ambientazioni, tracce della vita complessa e unica di quei testimoni speciali diventati protagonisti della nostra epoca.
La mostra di Becchetti, che occuperà la sala centrale, ritrae personaggi celebri tra cui Federico Fellini, Alfred Hitchcock, Francois Truffaut, Pier Paolo Pasolini, Dustin Hoffman ritrae quindi uno dei periodi più significativi della nostra storia. Tuttavia, come dice l’autore, “un click non condenserà mai una vita e spesso (salvo rare eccezioni) i segni di una faccia dissimulano più che rivelare.”Questa la selezione per l’anno 2010, dove trovano posto la ricerca, la sperimentazione, la cultura e l’amore per l’arte fotografica. Una selezione mirata a carpire i futuri stimoli della ricerca promossa da chi ha già avuto la fortuna di vedere più in là.

Oltre a Sandro Becchetti saranno presenti, come di consueto, un’accurata selezione di artisti nazionali e internazionali affermati nel panorama delle arti visive per un totale di sette mostre.
Tra gli autori italiani: Gianluca Giannone parteciperà con “Mirrored” World”, una serie di scatti appositamente creati per sottolineare l’artificialità della simmetria, un concetto frutto della mente umana che non appartiene al mondo della natura.
Il duo di fotografi Giuliana di Giulio e Simone Giuntoli, presenteranno una accurata ricerca sulla Russia intitolata “Libertà, uno spazio libero”, dittici di immagini dove manifesti e slogan propagandistici della vecchia Unione Sovietica, affiancano scorci della Russia attuale, suggerendo un collegamento tra passato e presente ancora vivo.
“Personal Fetish”  di Stefano Parrini, un percorso intimista ed estremamente evocativo realizzato con Polaroid che fissano su pellicola i feticci sopravvissuti al tempo nella casa natia dell’autore.
Un manichino, un chiodo sul muro, banconote indiane, tutto appuntato con la spillatrice; quasi che la fotografia non bastasse a fermare il passato.
Jeff Hutchens con il reportage “China, Dreamt” ridisegna una Cina sognante, fatta di ritmi lenti e atmosfere oniriche lontane dalla rappresentazione frenetica e affollata presente nel nostro immaginario collettivo. Ancora in Asia con “Tokyo Fish” dello svizzero Marc Latzel, un viaggio attraverso il pesce dei supermercati giapponesi oggetto-simbolo della cucina nipponica: coloratissima, accurata e multiforme; confezioni pronte all’uso, impacchettate in cellophane in atmosfera sterile, metafora del consumismo e di stili di vita sempre più frenetici.

La sezione video-art, sarà allestita in una saletta dedicata, dove verranno proiettati ininterrottamente video fotografici; musica e centinaia di immagini si combineranno in una linea continua, dando vita ad una sorta di film rudimentale. Tra i video i lavori di Debora Vrizzi, Jorge Leporace,Interferenza Costante, Werther Germondari, Gruppo Mignon, Antonio Marazita, Stefano Valori.