Sperimento sempre la Cina allo stesso modo.  La cacofonia dei toni del Mandarino.  Biciclette offuscanti e pantaloni neri.  La tempesta dei colori rossi diventati stranamente luminescenti dall’opacità di un cielo industriale.  Tutto salvo quello giusto si sfuoca davanti a me, sbiadicendosi fuori nella periferia. Ho vissuto in Cina, vari periodi dagli inizi anni ottanta, come da bambino di quattro anni nell’estremo Nord, come da dodicenne nell’estremo sud e nei miei metà anni 20 nel centro. Malgrado il marginale Mandarino ed una familiarità relativa con il posto e la gente, la Cina viene sempre sentita in qualche modo lontana – un poco distante, un poco surreale.  Trovo un ambiente completamente diverso quando sono là – rimosso lontano dalle realtà fisiche del posto.  Lo sperimento in fette eteree, mai ben definite, sempre vaghe, impressionistiche. Non sono sicuro se i miei piedi hanno mai toccato la terra a Pechino; penso che abbia sempre flottato, galleggiato dallo spessore dell’aria, una minestra mescolata dalle fabbriche di fumo, diesel esaurito, e favoritismo comunista. Sono i numeri assoluti che mi incitano sempre più in alto nell’atmosfera dissociativa… 1.3 miliardo… palline di flipper, rimbalzanti a vicenda, Mozione Browniano in grande. Per me la Cina è un allucinogeno, inducendo le sconnessioni schizofreniche.  E come cambia, mentre si sviluppa, come consuma, essa diventa più dura da categorizzare.  Così cerco le ombre, la luce, i modelli, per altri che cullano nell’ambiente narcotico del paese.

Jeff Hutchens, figlio di un diplomatico americano, ha trascorso la sua infanzia negli gli Stati Uniti ed attraverso la Cina, Sudafrica e le Filippine. Ha fotografato professionalmente nei sei continenti, in cui ha affrontato gli orsi grigi, le banchise galleggianti della lava, i draghi di Komodo e tutti i tipi dei funzionari corrotti. Dal suo lavoro sul surrealismo della vita in Cina, alla documentazione delle epidemie sotterranee nelle giungle dell’Africa centrale e fotografando gli orsi polari nel Circolo polare artico, lui capta le immagini che trasmettano gli atteggiamenti trascendenti e la sottile bellezza.
Jeff è stato riconosciuto come uno dei “PDN’s 30” (2009) ed ha vinto i molti premi nel concorso World Press Photo, National Press Photographers Association (NPPA) Best Of Photojournalism competition, Pictures Of The Year (POYi) e Communication Arts (CA). Inoltre, Jeff e suo fratello Peter, produttore cinematografico sono protagonisti di una serie di sei episodi sul viaggio ed avventura trasmesso sul canale National Geographic.
Jeff è rappresentato da Reportage da Getty Images e vive in Washington, DC quando non ha incarichi.

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